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Le collane del TCI: Grandi Città del Mondo

Le collane del TCI: Grandi Città del Mondo

Le collane del TCI: Grandi Città del Mondo

L’amore per il viaggio, per la scoperta di nuovi luoghi nel mondo, il desiderio di visitare tutte le città, tutte le nazioni, tutti i continenti: molti di noi amano girovagare e per farlo molti di noi usano proprio le guide del Touring Club Italiano. È proprio di questa storica e importante associazione che parleremo nei nostri prossimi appuntamenti della rubrica Scaffale. Ovviamente anche il voler solo trattare in generale di questa organizzazione sarebbe un lavoro lungo, impegnativo e per cui non sarebbe assolutamente sufficiente lo spazio di una rubrica come la nostra. Per questo motivo abbiamo scelto di soffermarci ogni volta su una particolare edizione pubblicata dal TCI nel corso del tempo. In questo nostro primo incontro parleremo in particolar modo della collana Grandi Città del Mondo composta da 9 volumi pubblicati tra il 1968 e il 1976 che sono:

Qui Parigi, Milano, Touring Club Italiano, 1968
Qui Londra, Milano, Touring Club Italiano, 1969
Qui Roma, Milano, Touring Club Italiano, 1970
Qui Nuova York, Milano, Touring Club Italiano, 1071
Qui Vienna, Milano, Touring Club Italiano, 1972
Qui Tokyo, Milano, Touring Club Italiano, 1973
Qui Mosca, Milano, Touring Club Italiano, 1974
Qui Berlino, Milano, Touring Club Italiano, 1975
Qui Pechino, Milano, Touring Club Italiano, 1976

Questa collana si pone l’obiettivo di presentare appunto le città già emblematiche, più importanti del mondo, città che rappresentavano i modelli più avanzati della vita comunitaria, di fornirne un panorama storico, sociale e culturale. Come viene ben chiarito da Carlo Galamini di Recanati, l’allora presidente del TCI, nell’introduzione alla prima pubblicazione: «Il volume non è dunque né una guida turistica, né un puro repertorio di immagini; vuol essere un compendio esegetico, una cordiale interpretazione dell’essenza, per così dire, di Parigi.» In questo caso ci si riferisce alla specifica capitale francese ma per estensione tale interpretazione è valida per ogni città.
Interessante è soffermarsi in primis proprio sul corredo iconografico: ogni volume infatti comprende una serie di vedute aeree affiancate da immagini che invece ci mostrano dei piccoli dettagli di monumenti, paesaggi, persone intente nelle loro attività quotidiane. In alcuni casi specifici poi possiamo trovare anche riproduzioni di opere d’arte come nel caso di Londra dove sono presenti quadri di De Nittis e Canaletto o nel caso di Vienna in cui possiamo osservare le vedute di Bellotto. Altra pubblicazione interessante da un punto di vista figurativo è poi quella riguardante la città di Mosca dove alla fine del volume troviamo un reportage fotografico di Gianni Berengo Gardin che ci mostra la capitale russa come un crogiolo di etnie e civiltà diverse; oltre a ciò sono inserite alcune vedute realizzate da pittori russi nel passato o nel periodo contemporaneo alla pubblicazione della collana.

Ogni volume contiene inoltre testi di importanti autori quali scrittori, giornalisti, critici che hanno avuto un particolare legame con le città di cui hanno trattato. Parole che ci presentano queste metropoli da un punto di vista paesaggistico, culturale, storico, economico ma che cercano anche di far conoscere al lettore gli usi, le tradizioni, le abitudini delle persone che animavano queste città. Approcci simili ma mai uguali l’uno all’altro come si nota mettendo a confronto l’intervento di Luigi Bocchi su Parigi che punta l’attenzione sull’importanza storica della capitale d’Europa con quello di Ruggero Orlando su New York che invece pur partendo dalle origini coloniali della città mette in risalto soprattutto la sua modernità fatta di luci ed ombre. La descrizione romantica di Manlio Lupinacci sulla città di Roma ci accompagna in una lunga passeggiata fra le vie della città raccontandoci aneddoti e storie sulla capitale di ieri, oggi e domani mentre nella Tokyo di Giuliano Bertolucci ci viene mostrata la frenesia di una megalopoli in continuo sviluppo seppur mitigata e mescolata con la lentezza e il mistero di una secolare storia tradizionale. Giorgio Porro d’altra parte ci presenta una Londra piena di bellezze artistiche, paesaggistiche e la forte carica identitaria del popolo inglese che molti ben conoscono e che viene usata per mettere ben in contrasto la descrizione di Renata Pisu su Pechino, altra città in forte sviluppo economico ma sconosciuta ai più da un punto di vista culturale e tradizionale. Vienna, città cosmopolita per eccellenza, emblema di eleganza e raffinatezza appare oggi forse una realtà in decadenza, relegata nella zona est dell’Europa: è così che la capitale austriaca viene descritta da Louis Barcata e che in qualche modo è opposta a Mosca, città isolata, misteriosa e inaccessibile per molto tempo che agli inizi degli anni Settanta viene presentata da Enzo Bettiza come una realtà ricca di un’importante storia intellettuale e spirituale pronta ad essere riscoperta dall’Ovest. Concludiamo poi con l’immagine di Berlino offertaci da Enrico Altavilla, una città dilaniata, divisa, distrutta da una “guerra” che ha contrapposto stili di vita, di sviluppo economico, di mentalità; una città che porta i segni di tutto questo ma che allo stesso tempo è abitata da un unico popolo che vuole risorgere.

In conclusione possiamo dire che se da una parte questa collana può sembrare un pò datata rispetto ai tempi di oggi noi siamo convinti che sia ancora profondamente attuale e soprattutto indispensabile sia per la validità dei suoi contenuti e delle sue immagini sia perché ci offre uno spaccato di un periodo storico importante e cruciale quale appunto quello della fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta.